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L’omofobia non è una vera fobia: è una debolezza strutturale dell’animo.


A partire dal 2004, grazie all’Unione Europea, il 17 Maggio si festeggia la giornata mondiale contro omofobia e transfobia(IDAHO): vale a dire la paura che provano alcune persone noiose di eccitarsi, fisicamente ed emozionalmente, per qualcosa che i loro nonni non approverebbero.

Partiamo innanzitutto dal presupposto che l’omofobia non è una vera fobia: non si può paragonare a quell’irrazionale terrore che scatena l’angina alla vista di un serpente o quel rigagnolo di sudore freddo che si avverte sulla schiena quando entrano delle api dentro la macchina in corsa. Continue reading “L’omofobia non è una vera fobia: è una debolezza strutturale dell’animo.”

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Google : il doodle rainbow pro-gay all’inizio di #Sochi2014


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Non ci sono dubbi sul fatto che Google si sia sempre dimostrata un’azienda progressista ed attenta alle esigenze della comunità GLBT e negli anni ci siamo abituati un po’ tutti ai suoi doodle stravaganti.

Per chi non lo sapesse, i doodle sono delle reinterpretazioni grafiche del logo Google, spesso interattive, il cui compito è quello di celebrare una ricorrenza o sottolineare l’importanza di alcuni eventi.
Stamattina, Big G ha deciso prendere una posizione a favore del movimento GLBT, discriminato in Russia dalla famosa legge anti-propaganda gay, voluta fortemente da Vladimir Putin.
Una legge necessaria per “difendere la sana crescita dei minori” dai pericoli della lobby gay e dall’omosessualità stessa che, recentemente, Putin ha di nuovo accostato alla pedofilia.

Il risultato ottenuto dall’applicazione della legge è stato quello di limitare non solo il diritto di libertà di opinione e parola, ma anche quello di riunione, per non parlare dell’ondata di violenza omofoba che ha causato morti e feriti.

La risposta di Google è stata sottile e posata: il doodle mette in primo piano le differenze tra discipline sportive e i colori della bandiera GLBT, ma da nessuna parte si citano apertamente le olimpiadi invernali di Sochi. Continue reading “Google : il doodle rainbow pro-gay all’inizio di #Sochi2014”

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USA: Malasanità, transfobia e una raccolta di fondi per aiutare un ragazzo FtM


U.S.A: Elijah è un ragazzo transessuale che finalmente ha preso in mano la sua vita e ha deciso di sottoporsi alla mastectomia nello Stato della Florida.

Per chi non lo sapesse la mastectomia è l’intervento chirurgico che consiste nell’asportazione del seno, l’intervento centrale nel percorso di transizione da femmina a maschio che segna il raggiungimento di un equilibrio tra la propria identità maschile e l’immagine che si dà di sè alla società.
Liberarsi del seno per una persona FtM vuol dire liberarsi dagli sguardi interrogativi della gente, liberarsi dall’imbarazzo di fare sport, poter apprezzare l’andare in piscina, stare all’aria aperta e sentirsi finalmente sicuri del proprio corpo.

L’ematoma sul petto di Elijah

Il momento più bello di Elijah è durato pochissimo, ma non pensava che una semplice complicazione post-operatoria potesse trasformarsi in un incubo: tornato a casa nota che il petto si sta gonfiando a causa di un ematoma.
La soluzione è semplicissima e il chirurgo che l’ha operato gli consiglia di recarsi nell’ospedale più vicino affinchè possa sottoporsi ad un drenaggio: piece of cake, insomma.
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Dominique Venner: è sempre l’odio a premere il grilletto


beautiful suicide
non me ne vorrà Evelyn McHale: il più bel suicidio di tutti i tempi

Lo scrittore e storico francese Dominique Venner, 78 anni, muore il 21 Maggio del 2013.
Già membro del movimento terrorista nazionalista OAS, ha deciso di seguire la linea radicale di estrema destra fino in fondo, mettendosi in bocca una pistola e premendo il grilletto davanti all’altare di Notre Dame a Parigi.

Poche ore prima pubblicava sul suo blog un articolo in cui incitava gli omofobi a mettere in atto una serie di azioni radicali in contrasto con l’approvazione della legge francese che sancisce l’uguaglianza tra cittadini indipendentemente dal loro orientamento sessuale.

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Francesco Perra del M5S fa causa a Maurizio Crozza


La punta di diamante del Movimento 5 Stelle Sardegna, Francesco Perra, decide di querelare il comico di fama nazionale Maurizio Crozza per averlo preso in giro pubblicamente durante il suo consueto sketch a Ballarò.

 

Francesco Perra movimento 5 stelle omofobo

Il neopolitico non ci sta 

e dichiara guerra a chi insinua che le sue parole siano pregne di omofobia.

Quel frocio di Crozza

ha travisato tutto e ha esposto il limpido Perra al pubblico ludibrio ovviamente

per mettere in moto la macchina del fango contro il Movimento 5 Stelle e le sue battaglie contro i chip di controllo mentale, le scie chimiche e l’invenzione del

 

virus HIV che porta all’AIDS.

Di seguito pr

 

opongo un video dove potrete giudicare la bontà delle argomentazioni pro-gay di Perra che riconosce come la collaborazione tra cittadini non debba degenerare 

in un semplice sbandieramento dell’omosessualità solo per ottenere dei diritti (come 

quello del matrimonio egualitario) che ledono la famiglia tradizionale.

Ricordiamo anche che da oggi è

vietato tacciare di omofobia chi accosta le unioni omosessuali a quelle tra uomini e animali: è omofobo solamente se chi espone queste tesi indossa una divisa nera e tiene un manganello tra le mani.

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Volevo i pantaloni rosa.


Se c’è una cosa al giorno d’oggi che mi dà ancora speranza è la capacità  di una certa parte del mondo (sia esso LGBTI o no) di provare compassione.

Senza l’amore e la benevolenza per il prossimo, si lascia il duro sentiero della vita retta e ci si avventura senza bussola in una foresta buia, per parafrasare Bertrand Russell.

Ciò che mi fa perdere la pochissima, quasi nulla, fiducia che ho nel popolo italiano è la sfacciataggine del voler trattare una storia di per se tragica senza mettere da parte ogni tipo di riserva.

Sto ovviamente parlando della storia del ragazzo quindicenne che l’altro giorno ha deciso di togliersi la vita per sfuggire alla vergogna e alla violenza psicologica subita nell’ambiente scolastico. Un ragazzo che ha preso per colpa della solitudine una scelta sbagliata di cui non potrà mai pentirsi.

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