politica, social

Renzi, Berlusconi e la neotenia politica #unpostdalpassato


In questo periodo di instabilità e flebili speranze per il futuro, trovo che sia giusto e salubre guardarsi indietro e trarre profitto dalle esperienze passate.

Per questo motivo ripesco dalle bozze del blog un articolo in cui, in tempi non sospetti [il lontano duemiladodici, ragazzi!], parlavo delle sensazioni che mi suscitava l’allora tenero Matteo Renzi.

animals-cute-dog-puppies-puppy-Favim.com-424833“Viene definito neotenia il fenomeno evolutivo per cui negli
individui adulti di una specie permangono le caratteristiche morfologiche e fisiologiche tipiche delle forme giovanili.”

 

Continua a leggere “Renzi, Berlusconi e la neotenia politica #unpostdalpassato”

politica, queer, social, truestory

A chi fa paura la Commissione Pari Opportunità di Cagliari?


 

Rilancio il comunicato stampa dell’Associazione ARC Cagliari, organizzazione GLBTQI costituita completamente da membri volontari che, da 11 anni, lavora per l’integrazione delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender e queer nel tessuto sociale sardo.

PariOpportunitaIn riferimento alle polemiche che in queste ultime ore stanno colpendo la scelta della Commissione Pari Opportunità del Comune di Cagliari di destinare fondi residui del 2013 a un progetto didattico che prevede l’organizzazione di corsi di educazione alle differenze di genere, di orientamento sessuale e al rispetto delle minoranze nelle scuole elementari di Pirri e Mulinu Becciu, l’Associazione Culturale ARC intende manifestare pubblicamente non solo la propria solidarietà e il proprio sostegno all’intera Commissione e alla sua presidente Elisabetta Dettori, alla Giunta e al Sindaco Massimo Zedda, ma intende anche complimentarsi per la coraggiosa e civilissima decisione di destinare una (pur piccola) cifra a questa fondamentale attività educativa i cui obiettivi (che riportiamo sotto) sono da sempre ritenuti, dalle associazioni che lavorano per i diritti lgbtq, come un tassello irrinunciabile per la lotta all’omofobia, alla misoginia, al razzismo, al bullismo e a qualsiasi altra forma di violenza che, spesso, ha le sue prime manifestazioni proprio in età infantile e adolescenziale.

La nostra solidarietà e il nostro sostegno all’iniziativa (per altro il bando del progetto risale a due mesi fa) è ancor più motivata a seguito delle imbarazzanti e incivili polemiche, di natura palesemente omofobica e razzista, che siamo costretti a leggere in queste ore: a partire dal consigliere di Forza Italia Edoardo Tocco che scrive: «il Comune di Cagliari pagherà degli ‘esperti’ per andare nelle nostre scuole elementari a spiegare ai bambini che se sono maschietti ma vogliono diventare femminucce non c’è nessun problema. Di certo non starò a guardare».

Potete leggere ulteriori insulti e manifestazioni d’odio cliccando su questo link.

Contro tutte queste vergognose posizioni, fuori dal tempo e perfino dalla civiltà contemporanea (in moltissimi altri paesi europei, ma anche in altre regioni e città d’Italia, questi corsi sono previsti da anni), ARC auspica che la C.P.O. possa non solo portare avanti questo progetto, ma che possa trovare i mezzi per estenderlo anche ad altre scuole elementari e medie del Comune di Cagliari. L’Associazione si mette a totale disposizione (come sempre a titolo totalmente gratuito, con l’azione che i nostri volontari e volontarie mettono in campo da 12 anni) per essere un supporto e una risorsa al servizio di questi progetti, necessari alla maturazione civile e sociale della nostra città e della nostra isola.

Ecco gli obiettivi del progetto:

1- contrastare gli stereotipi di genere che producono segregazione e limitano la piena espressione e realizzazione della persona; 2- far riflettere i bambini sulla propria identità di genere e sulle proprie aspirazioni e desideri; 3- far emergere come ogni bambino ha percezione di sè in base alla propria identità di genere; 4- sensibilizzare per far riconoscere e comprendere i concetti di diversità, pregiudizio e stereotipo nella vita quotidiana e nella cultura diffusa; 5- far riflettere sulle discriminazioni e sulla positività della “differenza”; 6- promuovere e diffondere la cultura di parità tra insegnanti, famiglie e operatori scolastici coinvolti nel progetto, per attuare un percorso condiviso di decostruzione di logiche discriminanti e di promozione dell’integrazione delle differenze, combattendo le cause fondamentali della discriminazione di genere, degli atti violenti, misogeni ed omofobi.

ARC
associazione culturale lgtbq
Cagliari

Perché fa paura imparare a parlare apertamente della propria identità e, soprattutto, perché fa paura il tentativo di liberare le persone dalla paura di sentirsi un errore?

Se si è spaventati dalle difficoltà che un figlio o una figlia omosessuali possono incontrare a scuola, nel lavoro, nella vita, perché non prendere una posizione a favore dei giovani, invece che mettersi dalla parte dei bulli?

 

politica, queer, social

Google : il doodle rainbow pro-gay all’inizio di #Sochi2014


Immagine

Non ci sono dubbi sul fatto che Google si sia sempre dimostrata un’azienda progressista ed attenta alle esigenze della comunità GLBT e negli anni ci siamo abituati un po’ tutti ai suoi doodle stravaganti.

Per chi non lo sapesse, i doodle sono delle reinterpretazioni grafiche del logo Google, spesso interattive, il cui compito è quello di celebrare una ricorrenza o sottolineare l’importanza di alcuni eventi.
Stamattina, Big G ha deciso prendere una posizione a favore del movimento GLBT, discriminato in Russia dalla famosa legge anti-propaganda gay, voluta fortemente da Vladimir Putin.
Una legge necessaria per “difendere la sana crescita dei minori” dai pericoli della lobby gay e dall’omosessualità stessa che, recentemente, Putin ha di nuovo accostato alla pedofilia.

Il risultato ottenuto dall’applicazione della legge è stato quello di limitare non solo il diritto di libertà di opinione e parola, ma anche quello di riunione, per non parlare dell’ondata di violenza omofoba che ha causato morti e feriti.

La risposta di Google è stata sottile e posata: il doodle mette in primo piano le differenze tra discipline sportive e i colori della bandiera GLBT, ma da nessuna parte si citano apertamente le olimpiadi invernali di Sochi. Continua a leggere “Google : il doodle rainbow pro-gay all’inizio di #Sochi2014”

politica, social

Boia chi molla la democrazia


boia chi molla molly capsule moment
tipico grido di battaglia dell’Italia seicentesca.

Stiamo ovviamente perdendo di vista la realtà.
L’unico pensiero che mi salta in mente questi giorni è che stiamo, io per primo, brancolando nel buio umido e appiccicoso dell’incertezza senza capire in quale direzione stiamo andando.

La crisi è viva, la crisi è finita, i politici rubano, diminuiamo i costi della politica, togliamo le pensioni, sediamo in 25 consigli d’amministrazione diversi, rottamiamo i vecchi, candidiamoci nonostante l’interdizione dai pubblici uffici, perdiamo l’interesse nella politica, parliamo solo di politica.

Sono le parole che perdono di significato ad avermi sempre dato un certo fastidio, come i gesti fatti con innecessaria leggerezza: il libro di Augias al fuoco, il “boia chi molla” giustificato come un richiamo alle rivoluzioni settecentesche, Philippe Daverio nel centro del mirino, schiaffi alle donne, sesso con presidenti della Camera di cartone che neanche ai tempi di Irene Pivetti.

Tutte cose che farebbero sorridere se non fosse che in Italia abbiamo perso completamente il senso dell’umorismo e, soprattutto, abbiamo perso quel senso di vergogna che ci suggerisce di riconoscere le cazzate fatte e riderci sopra in vista di un traguardo più importante. La paura che mi assale è che non ci sia più un traguardo importante da raggiungere.

Siamo come nel mondo di The Walking Dead: vogliamo tutti dei maschi alfa che ci guidino di pericolo in pericolo verso una roccaforte sicura e libera dalla minaccia dei morti viventi, ma i maschi alfa non fanno nient’altro che prendersi a pugni per una fica, metaforica o no.

La politica degli ultimi anni mi fa pensare a quei ragazzi bruttissimi che fanno palestra finché non ottengono un fisico tale da spostare lo sguardo di chi li osserva dai denti storti al petto gonfio: non credo che il Movimento5Stelle sia un partito fascista, ma sono convinto sempre più che questo spirito di rivalsa nei confronti del mondo stia prendendo una piega che li rende del tutto simili agli spot de La Casa delle Libertà interpretati da Corrado Guzzanti.

A me questa cosa del “Facciamo un po’ come cazzo ci pare, tanto sono tutti uguali” ha rotto troppo le scatole, a voi no?

 

 

social, truestory

Le ricerche di Google più divertenti: donne e sesso


L’autocompletamento delle ricerche Google è come l’oracolo di Delphi: ti offre delle immagini prese dalle vite degli altri e poi sei tu che devi riunire i pezzi, come una fervente antispecista di fronte allo scempio di una mostra canina.

Le cose più divertenti vengono fuori quando immetti nel campo di ricerca delle frasi innocenti e le risposte che vengono fuori ti fanno già sentire meno sola.
In un pomeriggio di noia ho voluto provare a giocare con Google e lui mi ha consegnato le chiavi del regno: dove prima c’era Cioè adesso c’è Yahoo Answers. Continua a leggere “Le ricerche di Google più divertenti: donne e sesso”

queer, social, truestory, tv

Guarda il video di Perez Hilton che si prende un vaffanculo in diretta


Elihad-Cohen-100-gay-bachelors-of-2014-out-magazine
Tra i 100 single gay di Out Magazine c’è anche Elihad Cohen. La Maria Teresa Ruta dei muscolosi.

La rivista statunitense OUT, dedicata al buzz generato da e per la comunità gay totale globale ha stilato un elenco di 100 personaggi pubblici gay e single.

Il 14 Febbraio verrà decretato il vincitore e tutti potremo finalmente mandargli foto sconce su Snapchat e cose di questo tipo. Colgo l’occasione per soffermarmi su Perez Hilton: blogger americano che incarna la quintessenza del finocchio scontroso, dispettoso e un po’ sozzo, che finalmente è stato battuto da uno più faina di lui: il videomaker Matt Sukkar.

Continua a leggere “Guarda il video di Perez Hilton che si prende un vaffanculo in diretta”

politica, social, Uncategorized

Regionali Sardegna: perché ho scelto di votare Zona Franca.


Regionali Sardegna: perché ho scelto di votare Zona Franca.

Inutile dare molte spiegazioni, la Sardegna deve combattere per riacquistare la sua autonomia nei confronti di uno Stato centrale maschio, violento, violentatore e femminicida. Continua a leggere “Regionali Sardegna: perché ho scelto di votare Zona Franca.”