politica, queer

L’omofobia non è una vera fobia: è una debolezza strutturale dell’animo.


A partire dal 2004, grazie all’Unione Europea, il 17 Maggio si festeggia la giornata mondiale contro omofobia e transfobia(IDAHO): vale a dire la paura che provano alcune persone noiose di eccitarsi, fisicamente ed emozionalmente, per qualcosa che i loro nonni non approverebbero.

Partiamo innanzitutto dal presupposto che l’omofobia non è una vera fobia: non si può paragonare a quell’irrazionale terrore che scatena l’angina alla vista di un serpente o quel rigagnolo di sudore freddo che si avverte sulla schiena quando entrano delle api dentro la macchina in corsa. Continue reading “L’omofobia non è una vera fobia: è una debolezza strutturale dell’animo.”

musica, politica

Il video shock di Katy Perry ha un significato nascosto a cui non avevi pensato.


L’altro giorno, per diletto, mi suggeriscono di dare un’occhiata al nuovo video di Katy Perry chiamato “Bon Appetit e prima che le cose si facciano tese inizio subito facendo coming out: a me Katy Perry non dispiace completamente.

Il suo ultimo video shock si può riassumere con un “immaginati Irene Pivetti che viene impastata come una torta e bruciata viva“, ma ha un significato molto più cruento. Continue reading “Il video shock di Katy Perry ha un significato nascosto a cui non avevi pensato.”

legale, politica, queer

Fecondazione assistita, #Legge40 e la fine dei popoli (video)


bible kills loveIn Italia è impossibile discutere chiaramente di istanze che riguardino la famiglia, i diritti civili e la procreazione senza buttare tutto in caciara (vedi matrimonio egualitario) o creare infiniti drammi, ingigantiti dalle prese di posizione della chiesa cattolica.

E’ successo con la legge 40, che regolava in modo restrittivo l’uso delle tecniche di procreazione assistita, di analisi pre-impianto e di sperimentazione sugli embrioni, è stata modificata dai giudici che hanno dichiarato incostituzionale il divieto dell’utilizzo di donatori di spermatozoi o ovociti esterni alla coppia.

Apriti cielo.

Uno schemino per riassumere il pensiero dell'on. Binetti
Uno schemino per riassumere il pensiero dell’on. Binetti

Stamattina Famiglia Cristiana parla di far west della procreazione, di vulnus del diritto del bambino a crescere con mamma e papà e l’on. Binetti dell’UDC (quella dell’Opus Dei col cilicio, in perenne crociata contro i gay) rincara la dose parlando di “grave attacco alla famiglia”.   I politici come al solito, sondaggi alla mano, commentano la notizia come possono e si arriva alla tragica “giornata di lutto” dell’on. Santanchè, una che di scelte personali altrui se ne intende.

Dopo anni di retorica sull’interpretazione autentica del diritto di matrimonio che vuole che i legami amorosi siano tali solo se la coppia è capace di mettere al mondo bimbi sani e belli, questa sentenza segna a mio avviso il fallimento del legislatore che non ha la voglia di regolamentare questioni complesse e preferisce il divieto alla discussione partecipata su temi importanti. Per associazioni Luca Coscioni e SOS Infertilità questa dei giudici è una decisione coraggiosa che fa cadere le differenze tra coppie di prima e seconda classe e rende disponibili alle coppie infertili tecniche che sono appannaggio di chi ha disponibilità finanziarie per seguire il trattamento in altri Stati europei, benché vicini come la Spagna.

Il Ministro Lorenzin si dice preoccupata perché il venire meno del divieto lascia la legge incompleta, perché non prevede misure adeguate circa gli esami a cui sottoporre i gameti donati e la regolamentazione del sistema di privacy per i donatori. Non sarebbe male mettersi al lavoro per studiare i sistemi già utilizzati in altri Stati del mondo e convertirli in legge italiana, però mi pare di capire che sia molto più facile e veloce trasformare qualunque discussione in un granitico NO, supportato dalle gerarchie cattoliche.

Una domanda sorge spontanea: ma non ce l’hanno menata per anni con la storia di fare figli senza pensare a nulla? I figli non erano il collante definitivo di qualunque coppia nonché il futuro dell’umanità intera?
Delle due una: o si scioglie il matrimonio tra coppie sterili o si fa in modo di applicare l’articolo 3 della Costituzione e mettere fine alle discriminazioni.

 

Chiudo con un video tratto dal film “Le Buttane” di Aurelio Grimaldi che riassume il livello della discussione attuale sul tema dei diritti

politica, social

Renzi, Berlusconi e la neotenia politica #unpostdalpassato


In questo periodo di instabilità e flebili speranze per il futuro, trovo che sia giusto e salubre guardarsi indietro e trarre profitto dalle esperienze passate.

Per questo motivo ripesco dalle bozze del blog un articolo in cui, in tempi non sospetti [il lontano duemiladodici, ragazzi!], parlavo delle sensazioni che mi suscitava l’allora tenero Matteo Renzi.

animals-cute-dog-puppies-puppy-Favim.com-424833“Viene definito neotenia il fenomeno evolutivo per cui negli
individui adulti di una specie permangono le caratteristiche morfologiche e fisiologiche tipiche delle forme giovanili.”

 

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politica, queer

Agli Zingari i Pride! @MassimoZedda scippato del #SardegnaPride


Dire che Casteddu Online sia una testata giornalistica è come dire che Spetteguless sia una rivista dedicata alla fisica quantistica, ma oggi con mio grande stupore sono riusciti a compiere un’impresa che ha dell’incredibile.

Sulla scia delle provocazioni elettorali ai danni del sindaco di Cagliari Massimo Zedda, recentemente martoriato per il caso dell’autorizzazione negata alla discoteca LIDO, la testata online punta tutto su una polemica ridicola e proprio per questo spassosissima:
casteddu online pride cagliari massimo zedda poetto

Dopo aver commentato il Pride Sardegna con articoli non certo lusinghieri (scegliendo inoltre brutte fotografie del 2012 in cui sono presenti solo drag queen – 3 persone contro i 6.000 partecipanti-), la redazione decide di riconoscere a scoppio ritardato il valore aggiunto di una manifestazione politica fortemente voluta dal sindaco e dalla provincia: “Scippata la manifestazione […] il Movimento omosessuale sardo dirotta su Alghero i turisti provenienti da ogni parte d’Europa”


Il Pride Sardegna è l’appuntamento finale della Queeresima: un calendario di eventi culturali che dura 40 giorni e va dalla Giornata Mondiale contro l’Omofobia alla giornata che ricorda i moti di Stonewall del 1969.
Le associazioni che hanno organizzato negli anni questi eventi, l’ARC di Cagliari e il MOS di Sassari, hanno scelto Alghero come città che ospiterà il Pride Sardegna 2014 in seguito ad un ragionamento che mette al primo posto l’importanza della visibilità della comunità GLBT sarda e che nulla ha a che fare con le politiche del comune o dello stato del Poetto.

Risate nei direttivi delle associazioni, una pacca sulla spalla al coraggioso Massimo Zedda e avanti tutta per promuovere il primo Pride ad Alghero.

Quel giorno sì che avremo bisogno di una doccia fredda!
(Le polemiche le rimandiamo direttamente a Maggio quando si parlerà del pride-in-giacca-e-cravatta e dei bambini algheresi traumatizzati dalla musica di Kylie Minogue a tottu coddu)

politica, queer, social, truestory

A chi fa paura la Commissione Pari Opportunità di Cagliari?


 

Rilancio il comunicato stampa dell’Associazione ARC Cagliari, organizzazione GLBTQI costituita completamente da membri volontari che, da 11 anni, lavora per l’integrazione delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender e queer nel tessuto sociale sardo.

PariOpportunitaIn riferimento alle polemiche che in queste ultime ore stanno colpendo la scelta della Commissione Pari Opportunità del Comune di Cagliari di destinare fondi residui del 2013 a un progetto didattico che prevede l’organizzazione di corsi di educazione alle differenze di genere, di orientamento sessuale e al rispetto delle minoranze nelle scuole elementari di Pirri e Mulinu Becciu, l’Associazione Culturale ARC intende manifestare pubblicamente non solo la propria solidarietà e il proprio sostegno all’intera Commissione e alla sua presidente Elisabetta Dettori, alla Giunta e al Sindaco Massimo Zedda, ma intende anche complimentarsi per la coraggiosa e civilissima decisione di destinare una (pur piccola) cifra a questa fondamentale attività educativa i cui obiettivi (che riportiamo sotto) sono da sempre ritenuti, dalle associazioni che lavorano per i diritti lgbtq, come un tassello irrinunciabile per la lotta all’omofobia, alla misoginia, al razzismo, al bullismo e a qualsiasi altra forma di violenza che, spesso, ha le sue prime manifestazioni proprio in età infantile e adolescenziale.

La nostra solidarietà e il nostro sostegno all’iniziativa (per altro il bando del progetto risale a due mesi fa) è ancor più motivata a seguito delle imbarazzanti e incivili polemiche, di natura palesemente omofobica e razzista, che siamo costretti a leggere in queste ore: a partire dal consigliere di Forza Italia Edoardo Tocco che scrive: «il Comune di Cagliari pagherà degli ‘esperti’ per andare nelle nostre scuole elementari a spiegare ai bambini che se sono maschietti ma vogliono diventare femminucce non c’è nessun problema. Di certo non starò a guardare».

Potete leggere ulteriori insulti e manifestazioni d’odio cliccando su questo link.

Contro tutte queste vergognose posizioni, fuori dal tempo e perfino dalla civiltà contemporanea (in moltissimi altri paesi europei, ma anche in altre regioni e città d’Italia, questi corsi sono previsti da anni), ARC auspica che la C.P.O. possa non solo portare avanti questo progetto, ma che possa trovare i mezzi per estenderlo anche ad altre scuole elementari e medie del Comune di Cagliari. L’Associazione si mette a totale disposizione (come sempre a titolo totalmente gratuito, con l’azione che i nostri volontari e volontarie mettono in campo da 12 anni) per essere un supporto e una risorsa al servizio di questi progetti, necessari alla maturazione civile e sociale della nostra città e della nostra isola.

Ecco gli obiettivi del progetto:

1- contrastare gli stereotipi di genere che producono segregazione e limitano la piena espressione e realizzazione della persona; 2- far riflettere i bambini sulla propria identità di genere e sulle proprie aspirazioni e desideri; 3- far emergere come ogni bambino ha percezione di sè in base alla propria identità di genere; 4- sensibilizzare per far riconoscere e comprendere i concetti di diversità, pregiudizio e stereotipo nella vita quotidiana e nella cultura diffusa; 5- far riflettere sulle discriminazioni e sulla positività della “differenza”; 6- promuovere e diffondere la cultura di parità tra insegnanti, famiglie e operatori scolastici coinvolti nel progetto, per attuare un percorso condiviso di decostruzione di logiche discriminanti e di promozione dell’integrazione delle differenze, combattendo le cause fondamentali della discriminazione di genere, degli atti violenti, misogeni ed omofobi.

ARC
associazione culturale lgtbq
Cagliari

Perché fa paura imparare a parlare apertamente della propria identità e, soprattutto, perché fa paura il tentativo di liberare le persone dalla paura di sentirsi un errore?

Se si è spaventati dalle difficoltà che un figlio o una figlia omosessuali possono incontrare a scuola, nel lavoro, nella vita, perché non prendere una posizione a favore dei giovani, invece che mettersi dalla parte dei bulli?

 

politica, queer, social

Google : il doodle rainbow pro-gay all’inizio di #Sochi2014


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Non ci sono dubbi sul fatto che Google si sia sempre dimostrata un’azienda progressista ed attenta alle esigenze della comunità GLBT e negli anni ci siamo abituati un po’ tutti ai suoi doodle stravaganti.

Per chi non lo sapesse, i doodle sono delle reinterpretazioni grafiche del logo Google, spesso interattive, il cui compito è quello di celebrare una ricorrenza o sottolineare l’importanza di alcuni eventi.
Stamattina, Big G ha deciso prendere una posizione a favore del movimento GLBT, discriminato in Russia dalla famosa legge anti-propaganda gay, voluta fortemente da Vladimir Putin.
Una legge necessaria per “difendere la sana crescita dei minori” dai pericoli della lobby gay e dall’omosessualità stessa che, recentemente, Putin ha di nuovo accostato alla pedofilia.

Il risultato ottenuto dall’applicazione della legge è stato quello di limitare non solo il diritto di libertà di opinione e parola, ma anche quello di riunione, per non parlare dell’ondata di violenza omofoba che ha causato morti e feriti.

La risposta di Google è stata sottile e posata: il doodle mette in primo piano le differenze tra discipline sportive e i colori della bandiera GLBT, ma da nessuna parte si citano apertamente le olimpiadi invernali di Sochi. Continue reading “Google : il doodle rainbow pro-gay all’inizio di #Sochi2014”