queer, truestory

L’amico che ha preso MALE il mio coming out


Ognuno di noi ha degli aneddoti imbarazzanti da raccontare.
Normalmente si inizia il racconto dicendo “una volta un amico di un’amica ha fatto…” e alla fine tutti giù a ridere di quell’amico un po’ tonto che, in verità, sei tu.

La mia vita e le mie conversazioni sono fatte al 90% di aneddoti divertenti di veri amici e amiche di cugine, colleghi, webfriends e vicini di casa e al 10% da vere figure barbine, fatte da me medesimo nel poco tempo che dedico alla vita fuori dai videogiochi.

Oggi mi va di ripescare un lieto ricordo di gioventù da quel 90% e raccontarvi di quella volta che il mio compagno di scuola ha reagito male al mio coming out.

MOLTO MALE.

Priscilla-BernadetteAliceSpringsLFortunatamente, il MOLTO MALE si è tradotto in una figura barbina che vorrei stampare in A2 e appendere sui pali della luce davanti a casa sua come gesto di amicizia e profonda ammirazione, ma che invece condividerò con voi.

Al liceo ho avuto la fortuna di avere una classe divisa equamente in tre tipologie di persone: nerd tranquilli, figli di papà tranquilli e figli di papà reazionari che dovevano dimostrare al mondo quanto erano fighi & sovversivi (e infine una sub-categoria di gente X non sa/non risponde).

Inutile dire che avendo alle spalle un background culturale fatto di libri di Peter Kolosimo, videogiochi e rock giapponese rientravo a pieno titolo nella categoria dei nerd tranquilli, che aveva sporadicamente collegamenti con le altre due tipologie di studenti.

Avevo un amico, RR, che mi teneva su un piedistallo e con il quale avevamo molti interessi in comune, tra cui la musica rock, le strimpellate con la chitarra, la Playstation e le fasi depressive da insicurezza globale totale da teenager di provincia.

Un bel giorno conosco una ragazza, LL, che diventa ben presto la mia migliore amica, con cui condividiamo il rock giapponese, gli anime e tutte quelle cose da nerd di provincia livello 10, a cui si aggiunge il legame del “io so che tu sai e mi fido di te”. Ben presto l’amica inizia a stringere amicizia con i miei precedenti amici nerd e si fa voler bene da tutti, immancabilmente generando la gelosia morbosa di RR.
Sentendosi scavalcato, inizia a scivolare in quella spirale passivo-aggressiva che lo rende meno simpatico e sempre più chiuso nei suoi pensieri, la qual cosa incupito le nostre visioni di film come Jawbreaker e Body of Evidence e i tipici discorsi giovanili improntati sul mal d’essere generalizzato.

Tutto ciò sfocia in un attacco aperto ai danni di LL, a suo dire ammaliante proto-amica, capace di rendermi sprezzante e stranamente più sicuro di me. Arrivati alla resa dei conti, gli confido che tutto ciò è dovuto al fatto che lei custodisce un segreto che non mi sentivo di rivelare a lui.
Mi confido, ma lui prende la cosa molto male.

In una spirale di “sei cambiato, non sei più lo stesso” e di “non so più chi ho davanti”, la rottura è inevitabile e si concretizza un pomeriggio estivo dei primi duemila con una lettera che dice quanto lui fosse stanco di questa relazione unilaterale, di quanto io fingessi solo per attirare le ragazze (tutto un trucco, signori!) e del cambio di personalità studiato a tavolino.

La lettera si concludeva con un insulto omofobo preso da Priscilla la Regina del Deserto, in cui veniva detto a Bernadette Bassenger (la trans super tosta, quella del tampax e della caverna) che la gonna che portava era per mascherare il suo fallimento come uomo.

Ebbene, sono stato “lasciato” dal mio amico, con una lettera in cui egli citava Priscilla.

Al giorno d’oggi ci ripenso e vedo in questa esperienza assurda un tesoro di incommensurabile valore: non tutti hanno avuto la fortuna di avere un compagno di scuola appassionato di Priscilla e delle drag queen di A Wong Foo! Grazie di tutto Julie Newmar e tutti gli altri film tipici del genere.

 

Se conosco le basi del camp gay, lo devo a RR.
E voi avete qualche aneddoto simile da raccontare? Mi piacerebbe leggere i vostri commenti!

 

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