politica, social

Renzi, Berlusconi e la neotenia politica #unpostdalpassato


In questo periodo di instabilità e flebili speranze per il futuro, trovo che sia giusto e salubre guardarsi indietro e trarre profitto dalle esperienze passate.

Per questo motivo ripesco dalle bozze del blog un articolo in cui, in tempi non sospetti [il lontano duemiladodici, ragazzi!], parlavo delle sensazioni che mi suscitava l’allora tenero Matteo Renzi.

animals-cute-dog-puppies-puppy-Favim.com-424833“Viene definito neotenia il fenomeno evolutivo per cui negli
individui adulti di una specie permangono le caratteristiche morfologiche e fisiologiche tipiche delle forme giovanili.”

 

La maggior parte della fauna politica italiana, si sa, non è popolata da esseri gradevoli né tantomeno al passo con i tempi o, se vogliamo, empatici con le generazioni che in questi tempi angoscianti ci vivono.

Silvio Berlusconi, il missing link tra l’uomo e l’album di figurine dei calciatori, ha tratto grandi benefici dall’ uso dell’empatia pur seguendo il suo stile personale: se non riesco a capire i desideri delle persone, farò in modo che le persone desiderino solo me. 

E' inutile, lo sguardo si sofferma su Alexis.
E’ inutile, lo sguardo si sofferma su Alexis.

 

Così facendo è riuscito a costruire da zero il contatto emozionale con parte dell’elettorato a colpi di telenovelas, spazi pubblicitari, film in prima tv, inni di partito, condoni e vittimismo.
Quando si parla del grande peso di Berlusconi sullo scacchiere politico e del suo successo come comunicatore mi viene sempre da pensare ad Alexis Carrington di Dynasty: è facile avere tutta l’attenzione addosso quando si è ricche, charmant, crudeli e soprattutto si ha come controparte un’insipida Krystle.
Krystle è la bionda, dolce, affettuosa donna di casa, paladina della giustizia benedetta da un biondo indeformabile catafalco posizionato sopra la testa perciò sarebbe facile simpatizzare per lei, tuttavia lo charme della cattiva Alexis prevale perché in fondo tutti quanti vorremmo essere ricchi stronzi che danno noia al prossimo senza mai riceverne danno.

La sinistra di questi anni non ha fatto altro che limitarsi a impersonare malamente il ruolo di un surrogato di Krystle, evitando di mostrare i denti e dando per scontato che prima o poi il mondo si sarebbe fatto convincere dalla sua carineria e dalla sua virginale temperanza.

“Quando è che si parla di Renzi?” vi starete chiedendo e, a due anni di distanza dal post, mi sento di dover aggiornare la mia posizione in merito.
Come dicevo in apertura, la neotenia è la caratteristica che ha una specie di evolversi pur mantenendo caratteristiche tipiche dello stato infantile per tutta una serie di motivi che solo il DNA conosce.
Dopo l’imbruttimento che la classe tecnico-politica ha dimostrato nel periodo del “è l’Europa che ce lo chiede”, delle spending review a due pesi e due misure, dei choosy e della mortificazione totale globale, i partiti maggioritati hanno dovuto sviluppare occhi tondi e lucidi, teste tonde e lucide, arti pacioccosi e voci flautate per riprendere fiducia.

Smacchiare leopardi sarà stato pop, però non è stato sufficiente visto il voto di livore che ha portato il M5S (neotenia livello 100) e le sue politiche del “no, vaffanculo tu, tu e tu” ad aggiungere il suo peso agli ingranaggi della macchina immobile centrosinistra-centrodestra.

matteo-renzi-tessera-pdDopo la parentesi di Enrico Letta che, per inciso, si è preso la briga di essere stato il premier cuscinetto tra l’odiato Monti, l’interminabile agonia delle settimane decisive della decadenza di Berlusconi (qualcuno mi spieghi perché ancora non è agli arresti) e le tensioni europee tra chi, come, quando e perché i soldi li deve mettere, arriva calato dall’alto Matteo Renzi premier.

Un premier con un background strano e un programma di governo che fa paura a molti, un premier che incarna perfettamente quello che intendo io per neotenia politica: un leader adulto con denti e unghie perfettamente formati che mantiene tratti infantili.
Il veloce rullo compressore che riesce a mettere in imbarazzo Grillo, a tenersi Alfano e la sua testa lucida e tonda e ad usare un Berlusconi prossimo a valutare la grazia per assicurarsi le riforme è qualcosa di molto vicino ad un kalashnikov di plastica rosa caricato con pallottole vere.

Detesto quelli che dicono che Renzi sia semplicemente un avatar di Berlusconi, mi urticano quelli che sostengono che il suo progetto sia fallito in partenza perché il disfattismo di sinistra non ci ha portato lontano e, soprattutto, se ci guardiamo intorno e constatiamo la realtà dei fatti ci possiamo rendere conto del fatto che nessuno può fare quello che ci piace senza lasciarci in bocca un sapore amaro.

Non mi dispiace il fatto che sbatta il cazzo sul tavolo quando necessario, mi pare divertente l’idea che possa mettere in difficoltà sul piano politico Grillo e amici e vendere qualche speranza al Cavaliere Decaduto (se solo di questo si tratta,eh!), però io i denti di Renzi li vedo comunque sporgenti in quel faccino rotondo e un po’ di paura che un morso possa darmelo comunque ce l’ho.

 

 

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