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legale, social, videogiochi

Candy Crush Saga porta in tribunale i vichinghi di The Banner Saga


the banner saga logo stoic studio

Candy Crush Saga è sicuramente il social casual game più fastidioso dalla nascita di Farmville, uno di quei giochi che si attaccano al nervo spinale di Facebook e iniziano a controllarne poco a poco tutte le sue funzionalità, come un facehugger 
di Alien.

L’accostamento con il delizioso quanto micidiale animaletto non può essere più adeguata vista la notizia che in questi ultimi giorni ha fatto il giro di molti siti dedicati ai videogiochi: l’azienda King.com, produttrice di Candy Crush Saga ha presentato un’opposizione alla domanda di registrazione del trademark “The Banner Saga” da parte di Stoic, piccolo studio di sviluppo appassionato di vichinghi, corna e RPG strategici.

Come pubblicato sul sito dell’ufficio brevetti e trademark statunitense, King.com è riuscita ad ottenere non tanto la registrazione del marchio relativo al suo prodotto di punta, bensì la registrazione delle parole generiche “Candy” e “Saga” per proteggersi da una selva di videogiochi-clone apparsi come funghi su App Store per trarre beneficio dalla popolarità del brand ai danni di acquirenti poco attenti.

E’ lecito ipotizzare che una persona poco accorta possa confondersi tra una miriade di puzzle game a tematica dolciaria tanto da finire per acquistare un non meglio precisato “Candy Slot” al posto del blasonato prodotto in cima alle top ten di download, però risulta veramente difficile comprendere il motivo per il quale un gioco di ruolo strategico a turni basato sulla mitologia nordica possa erodere la fetta di mercato custodita gelosamente da King.com e dalle sue caramelle colorate.

Il motivo di tutto ciò sta nel fatto che dal 2011 King.com (l’Oppositore) è diventata leader nella saturazione del mercato dei videogiochi casuali con titoli che finiscono in -Saga tanto da ritenersi potenzialmente danneggiata perché “[la registrazione] del marchio The Banner Saga può facilmente causare confusione o causare errori o inganni nell’atto di vendita e tra gli acquirenti e i potenziali acquirenti.”

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In un’ottica di pura strategia aziendale la strategia di King rientra nella tipologia del “dire a nuora perché suocera intenda“, dando un buffetto alla forzuta mano nordica di Stoic al fine di disincentivare il proliferare di candy cloni.

“King non vuole impedire l’utilizzo del nome Banner Saga ed è cosciente del fatto che quest’ultimo non cerchi di trarre vantaggio dai nostri contenuti” spiegano nel comunicato “tuttavia da azienda prudente abbiamo scelto di proteggere le nostre proprietà intellettuali: se non avessimo preso una posizione dura nei confronti di Banner Saga sarebbe stato facile per altri produttori di cloni giustificare l’uso marchi simili come uso legittimo”.

Ricapitolando:

  • Abbiamo fatto milioni di giochi sotto la media
  • Ci è andata benissimo con una copia di Bejeweled con le caramelle
  • Tutti i nostri giochi hanno un suffisso -Saga perché fa figo
  • Ci rode il culo che altri copino a loro volta i nostri giochi nell’App Store
  • Registriamo tutto quello che abbiamo perché ora siamo pieni di soldi
  • Salta fuori un prodotto ottimo sviluppato da tre persone che usa in maniera sensata la parola Saga
  • Noi un po’ di paura gliela mettiamo, così magari anche gli altri ci pensano due volte

    two vikings with horn and axes the banner saga stoicstudio
    Non sarà che poi la gente si confonde tra caramelle e vichinghi?

Quest’ultimo punto, cari lettori e lettrici, riassume perfettamente il concetto di trolling sul piano legale: una pratica odiosa di bullismo aziendale finalizzato a bloccare il progresso di realtà più piccole tramite la minaccia di azioni legali dai costi insostenibili.

Fortunatamente gli sviluppatori del gioco di ruolo più atteso dell’inverno non si sono scoraggiati e hanno pubblicato sul loro sito ufficiale un ottimo comunicato stampa che fa pressappoco così: “Due anni fa, noi tre della Stoic Studio ci siamo messi d’impegno per creare un gioco epico sui vichinghi. Ce l’abbiamo fatta e la gente l’ha adorato, tanto da spingerci a farne un’altro. Non realizzeremmo una saga vichinga senza l’uso della parola Saga, per questo motivo non ci piace che qualcuno ci proibisca di farlo […] siamo onorati di ricevere il supporto di chi sta al nostro fianco per difendere il diritto di avere la propria saga. Noi vogliamo solamente creare splendidi giochi.”

Che fare quindi per dare una mano ai piccoli pesci dello sviluppo di titoli indipendenti? Comprare i loro giochi e boicottare quelli dei troll.

Perché non provate a staccarvi dal meccanismo trito delle caramelline e vi lanciate in un’avventura maschia, villosa e graficamente superba creata da tre persone che hanno molto chiaro il concetto di onestà intellettuale?

Date uno sguardo al sito di StoicStudio e fatevi rapire dalle ambientazioni e dai personaggi e, se genuinamente pensate che la passione di chi ha realizzato questo gioco non debba essere spenta da aziende prepotenti, acquistatelo e provate qualcosa di diverso.

viking with a spear and a moustache the banner saga battle on the snow the banner saga viking battle in a castle

Guarda la pagina di The Banner Saga su Steam o compralo dal sito ufficiale

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