politica, social

De i circoli viziosi


Sergey Sivuschkin - clipmage on Flickr
Sergey Sivuschkin – clipmage on Flickr

(attenzione, il contenuto di questo post può urtare la sensibilità delle genti)

Ci sono strade che si possono percorrere solamente in un senso.
Alcuni prediligono la guida a destra, altri a sinistra, ma ciò non toglie che la carreggiata sia una sola.

Ai rituali sociali già conosciuti come il fumo, il bere e il sesso a tre si intrecciano sovente anche percorsi solitari quali la bestemmia e il voto.

Sono percorsi trascendentali che si basano sull’astrazione, sulla scoperta del sè e sulla decostruzione di ciò che consideriamo sacro.

Il voto e la bestemmia in particolare sono quelle valvole di sfogo che ci danno l’illusione di poter modificare con l’uso di gesti e parole (che assumono connotati quasi magici) l’ordine precostituito del mondo.

La bestemmia e il voto hanno in comune un’altra particolarità: quella di accendere per un momento la speranza di instaurare una linea di comunicazione preferenziale con l’Entità a cui attribuiamo il potere di controllare una certa situazione.

È un tipo di comunicazione carica di elementi critici destinati alla dirigenza del mondo, un messaggio che si rivela però autoreferenziale: il mittente e il destinatario sono la stessa persona.
È nella solitudine del mignolo del piede che sbatte contro il comodino e nella frustrazione della cabina elettorale che esprimiamo una doppia affermazione che ci rassicura e contemporaneamente ci terrorizza: ho ricevuto del male gratuito e necessito di attenzioni, ma so che sono solo e non riceverò attenzioni e per questo motivo il messaggio è diretto a me medesimo.

È una situazione paragonabile a quella di una Carrie Bradshow che inveisce contro gli uomini non sapendo ancora che la rivista non pubblicherà più i suoi trafiletti, ma conscia del fatto che gran parte del paginone centrale sarà dedicata alla line-up del nuovo Governo Letta (nipote).

Una soluzione?

Probabilmente è quella di impegnarsi nel condividere gli itinerari solitari di cui sopra.
Rendere sociali anche i percorsi di denigrazione personale, includere bestemmia e politica nel fumare, nel bere e nel sesso a tre.

Arricchire il voto, arricchire le bestemmie di nuovi elementi e liberarsi del senso di colpa per non aver ricevuto attenzioni al momento giusto.

Perciò non siamo ragazze sporche e non ce lo meritiamo, ci siamo semplicemente votati al santo sbagliato, ma bisogna parlarne per superare il trauma.

Come diceva qualcuno: “Libertà è partecipazione”.

Annunci

2 thoughts on “De i circoli viziosi”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...