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Valve porta Steam su Ubuntu: i DRM fanno paura al pinguino?


Indievault
Articolo pubblicato su IndieVault.it il 13.08.2012

In questi ultimi mesi si è parlato molto del futuro della distribuzione dei videogiochi su piattaforme “alternative”, e il risultato del progetto OUYA su Kickstarter è sicuramente la riprova del fatto che sta nascendo l’esigenza di accorciare le distanze tra sviluppatori e videogiocatori.

È al clima dinamico e collaborativo che regna all’interno della comunità open source che dobbiamo l’esplosione della popolarità dei giochi indie e la crescente diffusione dei sistemi operativi basati su Linux.

Deve essere anche per questo motivo che Valve ha reso noto sul suo blog dedicato la volontà di creare una versione Ubuntu del famoso client Steam, che permette di acquistare in maniera diretta software sia commerciale che indipendente.

Gabe Newell CEO di Valve
Gabe Newell CEO di Valve

Gabe Newell, cofondatore e CEO di Valve, accarezzava già da tempo l’idea di una versione Linux di Steam e del Source Engine, e in più, in un recente intervento durante il Casual Connect di Seattle, non ha risparmiato commenti sul nuovo pargolo di Microsoft, Windows 8, che ha definito “una catastrofe per chiunque lavori con il PC”.

Sebbene gli utenti del sistema del pinguino sembrino essere molto contenti della novità, che a loro dire renderebbe le varie distribuzioni Linux più popolari, alcuni non nascondono una certa insofferenza per lo sconfinamento di Valve.

Richard Stallman, creatore di GNU OS e della Free Software Foundation, pare avere le idee molto chiare sugli effetti negativi che comporterebbe la maggiore offerta di programmi non modificabili dagli utenti: i videogiochi anche su Linux potrebbero sì invogliare sempre più utenti a lasciare Windows una volta per tutte, e sicuramente la popolarità del sistema porterebbe gli sviluppatori a migliorare il prodotto, ma l’introduzione massiccia di sistemi DRM solleverebbe dei problemi etici.

L’attivista non nasconde una punta di fastidio nel commentare la mossa di Valve: “il nostro obiettivo va oltre il successo del sistema: in verità il traguardo che vogliamo raggiungere è quello di dare libertà agli utenti”. Il discorso ruota quindi attorno al rapporto tra lo sviluppo del software e gli effetti che ricadono su chi lo usa: “i programmi non liberi, e quindi anche i giochi, vanno contro la nostra etica, perché negano questa libertà: se ci si vuole divincolare dal controllo, il primo requisito è quello di non avere programmi non liberi sul proprio computer. È semplice.”

Di sicuro sulla questione Windows e derivati Stallman è d’accordo con Newell: “Certo è che se proprio si vuole giocare con i videogiochi, è molto meglio farlo su GNU/Linux piuttosto che su sistemi Microsoft: almeno si evitano i danni di Windows alla propria libertà”.

Aspettiamo di vedere come progredirà l’affaire, ma di sicuro una cosa è certa: molti geek stanno affilando i propri kernel in attesa di avviare Steam.

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