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Milk.ly: il social network dei micro lavori


Devi andare in vacanza e non sai a chi lasciare il gatto? Ti si è rotto il computer e cerchi qualcuno che ti assista in fretta? Oppure devi traslocare e non hai nessun amico che ti aiuti con gli scatoloni?

Se è vero che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e che i giovani non devono mai essere choosy è arrivato il momento di rivolgere i nostri sguardi nella direzione di Milk.ly: il nuovo social network britannico che unisce geolocalizzazione e micro-lavoretti.

David Griffin and Sal Matteis Milk.ly
David Griffin e Sal Matteis, creatori del social Milk.ly

Sal Matteis, co-fondatore di Milk.ly e talentuoso ex-capo della divisione Display Platform di Yahoo! EMEA, spiega che la funzione primaria del suo social è quella di creare un mercato per l’esternalizzazione di piccole mansioni, siano esse straordinarie o di routine.

Chi decide di utilizzare il social per chiedere aiuto nello svolgimento di una certa attività dovrà offrire un compenso per ricambiare il lavoro del ‘milkman’ di turno, scelto sulla base della sua posizione e di un sistema di karma sociale a punti: più il milkman guadagna livelli e affidabilità, maggiori saranno le possibilità di essere reclutato.

Ancora in stato di prova ed in esclusiva per il territorio londinese, Milk.ly conta di espandersi presto come servizio per negozi e locali in modo da potenziare la loro visibilità sul web e non nasconde di voler in futuro abilitare l’opzione per registrarsi con i cosiddetti profili corporativi, pensati per le grandi aziende interessate ad un outsourcing più leggero e diretto.

Parlando di questo social non si può ignorare il confronto con due prodotti statunitensi molto simili, Viatask creato dal sedicenne Shahed Khan e TaskRabbit: due servizi che offrono lo stesso tipo di scambio differenziandosi per grado di interattività sociale e attenzione all’affidabilità dei runners; mentre TaskRabbit offre un sistema certificato di selezione dei rabbiter, ViaTask si sta attualmente rinnovando per potenziare l’aspetto della geolocalizzazione.

Se la virtù sta nel mezzo, l’europeissimo Milk.ly con la sua forte attitudine social e la versatilità d’utilizzo, accompagnate da una commissione ragionevole sulle transazioni trattenuta dalla società (circa il 15%) è un social in rapida espansione da tenere assolutamente sott’occhio. Attualmente è disponibile solo per chi rimedia un codice d’invito e si trova a Londra, ma promette di espandersi in altre zone metropolitane importanti (qualcuno ha detto Berlino?).

L’avanzare di questi servizi fa ovviamente sorgere parecchi interrogativi per quanto riguarda le questioni giuridiche legate al tipo di prestazione lavorativa (deformazione professionale, sapete com’è) e apre un nuovo spiraglio sul discorso della flessibilità lavorativa, ma finchè il social non prenderà piede non ci saranno le condizioni necessarie per poterne discutere.

Se foste interessati al progetto, troverete tutte le informazioni sull’aggregatore di startup SeedCamp e sul sito ufficiale del social, ma potrete anche avere notizie in tempo reale seguendo su Twitter @deliverthemilk o Sal Matteis in persona!

Stefano Sanna Magrini

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